perché mancano sempre più nuove aziende italiane?

La domanda esatta è “perché non nascono aziende innovative e non nascono aziende di prodotti innovativi?” eppure il mondo pullula di invenzioni ad ogni istante.

Una mia idea personale basata solo su una apparente immagine onirica mi potrebbe dire:

Con gli studi di settore, solo sognatori e i geni  provano ad aprire un’azienda o si addentrano in un’esperienza imprenditoriale italiana.

Gli studi di settore impediscono alle aziende di rischiare in nuovi progetti, se fallissero sarebbero penalizzati due volte.

gli studi di settore tendono a conservare immobile un mercato che è più che mai
in movimento e fermento.

gli studi di settore dicono:
se non sei bravissimo e molto capace e per giunta fortunato ed in buona salute senza malanni ne attuali ne futuri, non provare neanche, se sbagli o non riesci per qualsiasi ragione, anche noi ti chiederemo soldi solo per non esserci riuscito.

gli studi di settore impediscono ad un imprenditore di provare, se non riesce è doppiamente punito, oltre  a perdere risulterà essere  “non congruo e coerente” e quindi tassato per qualcosa dove non solo non ha guadagnato, ma ha addirittura perso.

ogni imprenditore sembra risulti costretto ad inseguire un mercato anche se questo si sta spegnendo ed è costretto ad arrivare a spegnere la propria azienda.

gli studi di settore presuppongono che chiunque entri in un settore sia cosi bravo da riuscire ad allinearsi con aziende che magari sono nel settore da 100 anni.
non tengono conto che non possa essere bravo e capace o semplicemente sfortunato.

studi di settore:
ottimi statisticamente, ma quelli poco capaci oltre a non riuscire ad allinearsi proprio per la loro inferiore capacità, ne subiscono un danno.
quelli poco capaci di oggi possono però essere molto capaci domani e quindi il danno indiretto è a tutta la comunità.

studi di settore:
ottimi fiscalmente, ma per quelli che ancora non riescono a prodursi reddito in un settore, “non sono congrui e coerenti” e quindi subiscono un secondo danno.
il danno è anche nostro, con gli studi di settore li costringiamo a non provarci neppure.

studi di settore:
ottimi per controllare, ma se qualcuno vuole provare 10 attività per vedere quale rende di più, dove trova il commercialista che gli prepara 10 studi di settore?
e se poi non risulta congruo e coerente in 7 su 10 cosa fa? un danno per loro.
un danno per noi, impediamo a qualcuno di provare.

studi di settore:
ottimi per classificare il settore, ma se questo nel tempo perde e gli operatori vogliono provare nuove strade usando la loro conoscenza produttiva, devono aprire un nuovo studio per ogni cosa che provano? e chi li segue fiscalmente preparerà uno studio per ogni loro prova, e quanto costerà?

studi di settore:
ottimi se il settore è stabile nel tempo. ma se le innovazioni e le invenzioni fanno cadere il settore cosa succede? lo studio si basa su statistiche di due anni precedenti e come può essere valido per solo l’anno prima?

studi di settore:
le fonti dove sono pubblicate? sono atti di fede? chi ci dice che le fonti non contengano molti grossolani errori? se le fonti fossero pubbliche, gli imprenditori potrebbero attingere da tali fonti prima di provare ad entrare in quel mercato no?

ecco la mia onirica idea.

ora per amore del vero vi devo invitare a leggere qui:

http://it.wikipedia.org/wiki/Studio_di_settore

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